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SINOSSI:
Il documentario è un racconto originale delle Barricate di Parma del 1922, quando un intero quartiere della città, l’Oltretorrente, si ribellò al nascente fascismo. Attraverso otto attori che interpretano altrettanti personaggi di fantasia, ma verosimili, l’autore e il gruppo di lavoro hanno provato a narrare la storia dal basso, riportandola all’oggi. I luoghi filmati sono quelli dell’Oltretorrente di oggi messi in relazione ai luoghi fotografati da Amoretti negli anni ’20. I popolani fissati dalla macchina fotografica prendono vita attraverso biografie immaginarie, messe in scena da attori in carne ed ossa che raccontano la propria vita e le vicende del celebre evento storico. Gli attori sono filmati mentre provano i loro ruoli, mentre indossano i vestiti dell’epoca, in strada, nei borghi, a contatto con i cittadini dell’Oltretorrente di Parma, oggi. Il racconto cinematografico procede dal vivo, senza voce fuori campo e senza immagini di repertorio, tranne le fotografie: studiate, ingrandite per entrare in quel mondo e in quelle vite, nel modo più verosimile.
Il documentario è un racconto originale delle Barricate di Parma del 1922, quando un intero quartiere della città, l’Oltretorrente, si ribellò al nascente fascismo. Attraverso otto attori che interpretano altrettanti personaggi di fantasia, ma verosimili, l’autore e il gruppo di lavoro hanno provato a narrare la storia dal basso, riportandola all’oggi. I luoghi filmati sono quelli dell’Oltretorrente di oggi messi in relazione ai luoghi fotografati da Amoretti negli anni ’20. I popolani fissati dalla macchina fotografica prendono vita attraverso biografie immaginarie, messe in scena da attori in carne ed ossa che raccontano la propria vita e le vicende del celebre evento storico. Gli attori sono filmati mentre provano i loro ruoli, mentre indossano i vestiti dell’epoca, in strada, nei borghi, a contatto con i cittadini dell’Oltretorrente di Parma, oggi. Il racconto cinematografico procede dal vivo, senza voce fuori campo e senza immagini di repertorio, tranne le fotografie: studiate, ingrandite per entrare in quel mondo e in quelle vite, nel modo più verosimile.
BIOGRAFIA:
Nota di regia
Lobiettivo del documentario non è solo quello di ricordare un momento importante della storia di Parma e dItalia, prima dellimporsi del fascismo, ma è soprattutto quello di rendere viva la storia restituendola alla gente.
La storia è fatta di persone in carne e ossa, uomini e donne senza un nome, sovrastati da date, luoghi, nomi celebri, ricorrenze.
Ciò che muoveva gli animi degli abitanti dOltretorrente era soprattutto il bisogno di un riscatto sociale, dovuto alla miseria che imperversava nel quartiere, come in tanti altri luoghi dellItalia del 22. Il titolo dialettale Trid cmè la bula significa, appunto, spezzettato come la segatura, dunque sommamente povero. Alla miseria, però, si aggiungeva il bisogno di cambiare, un bisogno politico, che vedeva nel socialismo la realizzazione concreta di un progetto ideale e affatto utopico.
Nessuna retorica o ansia di celebrazione, quello che si vedrà è piuttosto un racconto dal basso, dove la fame e lansia di giustizia tanto ci dicono dellItalia di ieri come pure dellItalia di oggi.
Gianfranco Pannone
Nota di regia
Lobiettivo del documentario non è solo quello di ricordare un momento importante della storia di Parma e dItalia, prima dellimporsi del fascismo, ma è soprattutto quello di rendere viva la storia restituendola alla gente.
La storia è fatta di persone in carne e ossa, uomini e donne senza un nome, sovrastati da date, luoghi, nomi celebri, ricorrenze.
Ciò che muoveva gli animi degli abitanti dOltretorrente era soprattutto il bisogno di un riscatto sociale, dovuto alla miseria che imperversava nel quartiere, come in tanti altri luoghi dellItalia del 22. Il titolo dialettale Trid cmè la bula significa, appunto, spezzettato come la segatura, dunque sommamente povero. Alla miseria, però, si aggiungeva il bisogno di cambiare, un bisogno politico, che vedeva nel socialismo la realizzazione concreta di un progetto ideale e affatto utopico.
Nessuna retorica o ansia di celebrazione, quello che si vedrà è piuttosto un racconto dal basso, dove la fame e lansia di giustizia tanto ci dicono dellItalia di ieri come pure dellItalia di oggi.
Gianfranco Pannone
