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SINOSSI:
Solo la paura uccide i sogni e quando a prenderne coscienza è un popolo intero le cose cambiano. Il documentario MinoTawra (gioco di parole tra il mito greco del Minotauro e la parola Tawra, in arabo Rivoluzione) è un omaggio al cambiamento e ripercorre le tappe fondamentali degli eventi che hanno recentemente stravolto la Tunisia arrivando infine ad esaminare le prospettive, le paure e le speranze generate. La rivoluzione è ancora in corso ed ancora a rischio. Che ne sarà? e che ne sarà del contagio globale?
Solo la paura uccide i sogni e quando a prenderne coscienza è un popolo intero le cose cambiano. Il documentario MinoTawra (gioco di parole tra il mito greco del Minotauro e la parola Tawra, in arabo Rivoluzione) è un omaggio al cambiamento e ripercorre le tappe fondamentali degli eventi che hanno recentemente stravolto la Tunisia arrivando infine ad esaminare le prospettive, le paure e le speranze generate. La rivoluzione è ancora in corso ed ancora a rischio. Che ne sarà? e che ne sarà del contagio globale?
BIOGRAFIA:
Kamikairy Fares è italo-palestinese e cresce a Roma. Prende la Maturità Classica, poi frequenta il DAMS di Bologna ed infine si laurea in Cinema all’Università di TorVergata di Roma. Si diploma all'Accademia del Cinema e della Televisione in Cinecittà. È autore del corto “Self Service” Primo Premio al Festival Arcipelago per la categoria “Nuovi Italiani”; è cosceneggiatore di “Innocenze Perdute” finalista del 2012 ai Nastri d'Argento; è autore del corto “Un gioco di cui tutti conoscono la fine” ancora inedito. Ora lavora ad un nuovo documentario sull’emigrazione dal Nord Africa.
Kamikairy Fares è italo-palestinese e cresce a Roma. Prende la Maturità Classica, poi frequenta il DAMS di Bologna ed infine si laurea in Cinema all’Università di TorVergata di Roma. Si diploma all'Accademia del Cinema e della Televisione in Cinecittà. È autore del corto “Self Service” Primo Premio al Festival Arcipelago per la categoria “Nuovi Italiani”; è cosceneggiatore di “Innocenze Perdute” finalista del 2012 ai Nastri d'Argento; è autore del corto “Un gioco di cui tutti conoscono la fine” ancora inedito. Ora lavora ad un nuovo documentario sull’emigrazione dal Nord Africa.

