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SINOSSI:
Il ponte Vrbania è il luogo simbolo della tragedia bosniaca. Il 5 aprile 1992 inizia sul quel ponte di Sarajevo l’assedio più lungo della Storia e un anno dopo si compie il destino di
Moreno “Gabriele” Locatelli. Il 3 ottobre 1993, per rompere in modo simbolico l’assedio della città, quattro attivisti dei ‘Beati i costruttori di pace’ decidono di attraversare il ponte, conteso da tutte le forze militari in guerra. Locatelli, sebbene sia contrario a quella manifestazione suicida, si unisce loro per aiutare gli eventuali feriti nell’impresa, che ritiene una trappola. A essere colpito da una raffica e abbandonato dai compagni a dissanguarsi sul ponte sarà proprio lui, Moreno “Gabriele” Locatelli, eroe suo malgrado
predestinato, per quella passione per gli altri, i più deboli, anche negli inferni nostrani di Corleone e Scampia. La vicenda, all’apparenza minore contro lo sfondo immane del conflitto più crudele e sanguinoso in Europa dalla seconda guerra mondiale, svela altro:
un intreccio di interessi delittuosi, che prospera sulla falsificazione e sul crimine e avvolge e penetra fino gli attuali vertici della Repubblica di Bosnia, protetto da una cortina internazionale di ipocrisia e menzogna.
Il ponte Vrbania è il luogo simbolo della tragedia bosniaca. Il 5 aprile 1992 inizia sul quel ponte di Sarajevo l’assedio più lungo della Storia e un anno dopo si compie il destino di
Moreno “Gabriele” Locatelli. Il 3 ottobre 1993, per rompere in modo simbolico l’assedio della città, quattro attivisti dei ‘Beati i costruttori di pace’ decidono di attraversare il ponte, conteso da tutte le forze militari in guerra. Locatelli, sebbene sia contrario a quella manifestazione suicida, si unisce loro per aiutare gli eventuali feriti nell’impresa, che ritiene una trappola. A essere colpito da una raffica e abbandonato dai compagni a dissanguarsi sul ponte sarà proprio lui, Moreno “Gabriele” Locatelli, eroe suo malgrado
predestinato, per quella passione per gli altri, i più deboli, anche negli inferni nostrani di Corleone e Scampia. La vicenda, all’apparenza minore contro lo sfondo immane del conflitto più crudele e sanguinoso in Europa dalla seconda guerra mondiale, svela altro:
un intreccio di interessi delittuosi, che prospera sulla falsificazione e sul crimine e avvolge e penetra fino gli attuali vertici della Repubblica di Bosnia, protetto da una cortina internazionale di ipocrisia e menzogna.
